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Sta per essere messa in dubbio la teoria finora diffusa sul comportamento di una proteina dell'organismo umano legata alla formazione dei tumori. Un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Journal of Biological Chemistry, dovrebbe condurre a nuove ricerche sui modi per prevenire che la proteina attivi i geni coinvolti nella produzione di cellule anomale. La ricerca è stata in parte finanziata dal progetto MAP Kinase, sostenuto attraverso la linea di bilancio "Qualità della vita e gestione delle risorse viventi" del Quinto programma quadro (5/0 PQ) dell'Ue.
Da tempo i ricercatori sospettavano che le alterazioni in questo pathway potevano essere responsabili della mutazione che causa il cancro. Le ERK si comportano da molecole messaggero, collegando i segnali extracellulari ricevuti con il nucleo cellulare. Per farlo, l'ERK deve spostarsi dal fluido intracellulare in cui si trova verso il nucleo cellulare, dove attiva alcuni geni e ne disattiva altri. Questo processo provoca la divisione o differenziazione cellulare. Negli ultimi dieci anni gli scienziati erano convinti che due molecole di ERK dovevano accoppiarsi dopo la loro attivazione per poter penetrare nel nucleo cellulare; ma lo studio in questione mostra che in realtà l'accoppiamento delle proteine non è necessario affinché questo avvenga. "Invece, si e' scoperto che il processo dipende soltanto dal livello degli stimoli che attivano l'ERK", ha spiegato Philippe Lenormand dell'Università di Nizza, in Francia, che fa parte del team. Fonte: Associazione Italiana di Oncologia Medica |
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